Lo Yoga come terapia…POSTURA

 

Marc Beuvain, durante un suo seminario disse che: LO SCOPO DELLO YOGA E’: SMETTERE DI FARE YOGA; dopo questa affermazione rimanemmo tutti un po’ spaesati, ma riflettendoci bene Marc aveva perfettamente ragione. Lo Yoga è una terapia a tutti gli effetti e possiamo usare le varie parti dello Yoga per ottenere il risultato cercato, va da sè che la risposta dello Yoga è chiara ed efficace solo se la domanda lo è, quindi solo se il nostro livello di consapevolezza, introspezione conoscenza di noi stessi è profonda allora possiamo applicare le tecniche dello Yoga in sicurezza e ottenere un risultato terapeutico, se ciò non accade lo Yoga verrà subito e non vissuto e non solo non otterremo risultati ma addirittura potremmo compromettere la nostra salute fisica, psichica o entrambe.

Io, come insegnante soprattutto delle parti di āsana e prāṇāyāma, vi riporto in questo articolo il caso di un mio paziente per evidenziare come l’azione terapeutica personalizzata di āsana e prāṇāyāma abbiano portato modificazioni a livello posturale migliorando sintomatologie dolorose (cervicalgie, ischiocruralgia Sx), sviluppo di āsana (es. Hanumnāsana) che era fino a quel momento erano inacessibili, aumento della propriocezione, miglioramento della respirazione per la gestione di un’āsana statica e di un vinyasa.

Le immagini mostrano una MOC/DEXA che è utilizzata per misurare la densitometria ossea, non commenterò in questo articolo l’effetto dello Yoga sulla robustezza dell’osso, ma sfrutterò solamente le immagini total body che si ottengono da tale esame.

moc

Nell’immagine relativa al 2015 si può notare una deviazione della colonna verso il lato Sx a partire già dalle vertebre lombari e più accentuato sulla parte dorsale per poi recuperare sull’ ultimo tratto della parte cervicale, altro aspetto interessante è la spalla Dx leggermente più alta della sinistra. In questo periodo il paziente soffriva spesso di cervicalgie che si scatenavano a seguito di particolari āsana (es: sarvangāsana, halāsana, sethubandhāsana, vrschikāsana,  gandabherundāsana ecc…) o durante l’attività pesistica nell’allenamento di pettorali e bicipiti e soprattutto a seguito di questi allenamenti doveva ricorrere all’utilizzo di antinfiammatori orali.

Nell’immagine del 2017 la prima cosa che si evidenzia è la scomparsa della deviazione verso Sx della colonna vertebrale del tratto dorsale (addirittura ora c’è una leggero shift verso Dx) la zona lombare rimane ancora leggermente deviante verso Sx ma in misura inferiore rispetto alla condizione del 2015; il tratto cervicale risulta leggermente più deviato verso Sx per poi recuperare un allineamento nel suo ultimo tratto. Le cervicalgie  sono completamente sparite sia per quanto riguarda le āsana sopracitate che durante l’ attività pesistica, inoltre anche l’ishiocruralgia si è completamente risolta.

Questi risultati si sono ottenuti attraverso azioni asimmetriche di:

  1. allungamento dei flessori dell’anca Dx.
  2. potenziamento dell’addominale Dx ad anca estesa.
  3. reclutamento profondo di Mūlabandha.
  4. attivazione dei fissatori della scapola Dx.
  5. attivazione degli ischiocrurali Dx come estensori dell’anca.

per portare poi l’azione a livello più profondo: nell’addominale, in mūlabandha, ottenere più flessibilità a livello dei flessori dell’anca e del pettorale, il respiro Ujjayi è stato di notevole aiuto e supporto.

Lo Yoga ci offre una miriade di āsana che sono in grado di toccare ogni articolazione e ogni muscolo scheletrico, ci offre il prāṇāyāma con i bandha che ci permette di scaricare il corpo appendicolare e trasferire le tensioni su diaframma e addome aumentando così la flessibilità generale del corpo e la capacità di sorreggerlo dal centro; sono armi potentissime ma se non si conosce come dirigere l’azione terapeutica tutto questo patrimonio è inutile.

L’analisi posturale, che scaturisce da uno studio biomeccanico del corpo, indica appunto come utilizzare quei potenti strumenti che lo Yoga ci offre: siamo di fonte alla COMPLETA SINERGIA TRA TRADIZIONE E SCIENZA.

Ringraziamenti:

M. Marc Beuvain per avermi aperto alla visione dello Yoga come terapia psicofisica

Prof. Vincenzo Canali per avermi insegnato i principi della biomeccanica attraverso il Canali postural method.

M. Marco Barbieri per avermi fatto conoscere, apprezzare e iniziare il cammino nel mondo dello Yoga.

Autore: Nicola Florini

Nicola Florini nasce come Chimico conseguendo la Laurea nel 2005 (votazione 110/110) e Dottorato di Ricerca nel 2009 in cui pubblica 25 lavori tra articoli scientifici, partecipazioni a congressi e capitoli di libri. Negli stessi anni inizia ad appassionarsi allo Yoga fino a conseguire il diploma di istruttore dal Maestro Marco Barbieri nel 2014. Nell'ambito dello Yoga si specializza nello sviluppo di Āsana (vinyāsa, ashtānga, asthānga rocket, utilizzo di attrezzi e supporti, vini ecc...) e Prānāyāma. Nel 2015 Incontra il Prof. Vincenzo Canali con cui approfondisce e studia la Biomeccanica che subito utilizza nello Yoga per la creazione e la gestione delle āsana Con l'incontro nel 2016 del Maestro Marc Beuvain e nel 2017 conseguendo la Laurea triennale in Scienze Motorie (votazione 105/110) inizia a utilizzare lo Yoga come tecnica terapeutica olistica. Il suo principale interesse è ora tracciare le linee di connessione tra la scienza e la tradizione yogica, gli studi in merito a queste linee di connessione vengono pubblicate sul blog di cui è coautore: Realheadblog.wordpress.com

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...