«Tecniche di liberazione». Aṣṭāṅga-yoga

Corso di Yoga Integrale 

Durante una stessa seduta si naviga a volontà tra āsana, prāṇāyāma e meditazioni. Con sensibilità e intelligenza vengono integrati nella pratica nyāsa (gesto), bhāvanā, (visualizzazione) e suono per influenzare le posizioni e la respirazione o per facilitare la concentrazione e il centraggio ovvero la coincidenza con se stessi nel momento presente.

Presso lo ☞ Studio Yoga Saṃgha, Via Degani 10/H Reggio Emilia. Tel. 0522 1473337 [MAPPA]m

Per dare la possibilità agli allievi che vogliono praticare in modo più specifico alcuni aspetti della disciplina yoga, il corso è strutturato in 7 lezioni settimanali di cui 5 di Aṣṭāṅga-yoga (Tecniche di liberazione)2 focalizzate su Āsana, Prāṇāyāma Dhyāna, rispettivamente: Posizioni e respirazione [Āsana e Prāṇāyāma] e Respirazione e meditazione [Prāṇāyāma e Dhyāna].

Nota: le lezioni del mattino (h 9.15) hanno un approccio di tipo terapeutico*sono particolarmente consigliate a chi ha mobilità ridotta, disagi che coinvolgono aspetti mentali / emozionali o per chi vuole semplicemente godere di una pratica mattutina e aprire la giornata nel miglior modo possibile: in salutare equilibrio.

* Terapeutico=integrale, riequilibrante, che produce allineamento e reintegrazione lavorando alla rimozione della causa del disagio (Yoga-Cikitsā). Il termine “terapeutico” non è riferito alla cura medica  ma a una disciplina che coinvolge tutte le dimensioni dell’essere umano: fisico, fisiologico, psicologico, spirituale. È importante dire che lo Yoga non è una scienza medica e non ha alcuna ambizione di sostituirsi ad essa, ed è consigliabile un parere medico prima di affrontare la pratica yoga se non si ha reale cognizione del proprio stato di salute, in modo da valutare con l’insegnante la pratica idonea più efficace.

 

Orari 2018-2019 

Da Settembre 2018 a Luglio 2019
☞ LUNEDÌ ore 9.15; 14.30; 17.30 Tecniche di liberazione [Yoga Integrale]
☞ MERCOLEDÌ ore 17.30 Respirazione e Meditazione [Prāṇāyāma e Dhyāna]
☞ GIOVEDÌ ore 9.15; 17.30 Tecniche di liberazione [Yoga Integrale]
☞ GIOVEDÌ ore 19.00 Posizioni e Respirazione [Āsana e Prāṇāyāma]

Docente Mariangela Guatteri

Il corso di Yoga Integrale «Tecniche di liberazione» segue principalmente l’approccio metodologico che ho appreso da Marc Beuvain [www.marcbeuvain.com] e anche molte delle parole scelte per descriverlo sono le sue, tradotte con libertà dal francese.
L’espressione “aṣṭāṅga-yogasi riferisce  al metodo esposto da Patañjali in Yogasūtra, un antico “manuale” che espone un metodo in 8 parti note come “le 8 membra dello yoga”.  
Negli Yogasūtra sono analizzati e proposti strumenti e tecniche per mantenere la mente (e il corpo) in salute, perciò li utilizzo come principale “libro di testo” del corso.
Sono dunque 8 le discipline – membra, parti – che danno corpo allo Yoga cosiddetto “classico” e che intreccio nelle pratiche delle lezioni di yoga integrale.
Mi piace dire che «Tecniche di liberazione», più che un corso di yoga, è  un percorso di ricerca o  uno “yoga di ricerca”, ed organizzato in incontri settimanali in cui la disciplina yoga è proposta nella sua complessità e non si riduce mai a una pratica puramente fisico-muscolare. Tale complessità contempla l’indagine e il movimento interiore verso la piena libertà di coscienza.

Descrizione del corso

La pratica è integrale e va quindi intesa come un processo in cui concorrono diverse discipline; in questo processo la relazione che lega le varie dimensioni umane – fisica, respiratoria, mentale, spirituale – è strettissima, tale da rendere lo Yoga un mezzo di disciplina interiore e una pratica quotidiana che promuove e accompagna il rinnovamento e la trasformazione.

Il corso è strutturato per essere accessibile a tutti in quanto lo yoga serve a mantenere la mente e il corpo in salute. L’intento è dunque quello di mettere ogni allievo in condizione di utilizzare con fiducia questa disciplina nella vita personale e diventare l’artefice sia del proprio equilibrio psicofisico che di una modalità di esistenza più consapevole e meno condizionata.

Lo yoga è una disciplina di liberazione che ha migliaia di anni e ha individuato nel corpo, nella mente e nel processo respiratorio gli strumenti integrati con i quali possiamo raggiungere stabilità e forza mentale.
La pratica yoga, per quanto paradossale o inaccettabile possa sembrarci, è tuttora uno strumento valido e sempre più necessario all’uomo del ventunesimo secolo: a chi vuole liberarsi da un dolore mentale/fisico, a chi vuole mantenersi in salute e, sostanzialmente, a chi ha il coraggio di ricercare in sé la propria liberazione.

In ogni lezione è proposta una pratica di yoga integrale che promuove un percorso di reintegrazione personale e ha quindi effetto sui vari aspetti – fisico, respiratorio, mentale, emozionale – che concorrono verso uno stato di equilibrio generale.

Partendo dall’idea che ogni individuo è unico, la metodologia d’insegnamento è efficace nel rendere l’allievo autonomo, cioè capace di adattare correttamente la pratica in funzione delle sue personali esigenze, che possono variare di volta in volta.

Sono perciò corsi strutturati in modo da consentire la partecipazione sia ai principianti che ai praticanti più esperti: ognuno impara a gradualizzare o ad approfondire la pratica a seconda dei propri obiettivi e delle proprie capacità fisiche e mentali.

Tipologie di pratica

  • Pratiche fisiche di posizioni tenute [Āsana]e organizzate in sequenze dinamiche [vinyāsa-krama], sia a corpo libero che con supporti e sostegni.
  • Tecniche e pratiche di respirazione [Prāṇāyāma].
  • Pratiche di risveglio sensoriale e mentale; pratiche di visualizzazione e allenamento mentale alla ripresa del controllo dei sensi percettivi, distratti dagli stimoli esterni [Pratyāhāra].
  • Pratiche di centratura, concentrazione mentale e meditazione [Dhāraṇā e Dhyāna].
  • All’inizio o alla fine delle lezioni sono a volte proposte alcune letture e commenti, accessibili a tutti, dagli Yogasūtra di Patañjali e da altri testi di riferimento e appartenenti alla nostra cultura. Dialoghi sulle discipline relazionali e interiori [Yama e Niyama].

Argomenti trattati e relative pratiche

L’idea di proporre anche gli aspetti filosofici che riguardano lo yoga nasce dall’esigenza  di  portare nella vita quotidiana del nostro tempo un pensiero saggio e antico, solo apparentemente impraticabile. È un pensiero che comporta la pratica e che analizza e individua con precisione i sintomi e le cause fondamentali della sofferenza umana, fa una diagnosi della realtà dei fatti e una proposta concreta. 

  • Gli strumenti naturali che abbiamo in dotazione per il ripristino del nostro equilibrio: conoscerli e affinarne l’uso Pratiche di yoga integrale in cui mente, corpo e respiro trovano il modo di collaborare.
  • L’accomodamento della pratica☞ Esperienze sul campo: ovvero i limiti fisici, mentali/emotivi e respiratori che impediscono lo svolgimento di una pratica corretta, che non sarà mai identica per tutti.
  • Allineamento e concentrazione (dhāraṇā): centratura, il ruolo e il luogo della menteOsservazione del respiro e concentrazione sull’attività respiratoria.
  • Respirazione (prāṇāyāma): i movimenti e i luoghi dei soffi vitali. Il respiro come strumento di assorbimento mentale. Fasi e qualità del respiro. Il respiro che scioglie le tensioni muscolari e mentali. La respirazione come processo di riattivazione e disintossicazione Riscaldamento del corpo in posizioni statiche e riattivazione dell’energia vitale con esercizi di respirazione. Integrazione di respiro e movimento.
  • Movimenti del corpo e utilizzo del respiro☞ Pratiche fisico-respiratorie di espansione e riduzione (bṛṃhaṇa-kriyā e laṇghana-kriyā); sequenze concatenate di posizioni (vinyāsa-krama).
  • Riconoscere e osservare il proprio limite: una pratica di confine per non farsi mai male e ottenere il massimo dal proprio allenamento Pratica con supporti e attrezzi.
  • Risveglio sensoriale: una percezione più raffinata del corpo attraverso gli organi di senso e il controllo della dispersione sensoriale (pratyāhāra)☞ Pratiche fisiche e respiratorie per di risveglio sensoriale e mentale; pratiche di visualizzazione e allenamento mentale con pratiche di concentrazione e rivolgimento sui sensi percettivi.
  • Lo sviluppo equilibrato della forza e della flessibilità, muscolare e mentale. Concetti di sthira (riguarda la forza che ha qualità di fermezza, stabilità, e anche l’essere vigile), sukha (riguarda la flessibilità che ha qualità di agio e  gioia=agio interiore), dirgha (lungo e costante), sūkṣma (armonioso e sottile): lo sforzo fisico-respiratorio-mentale in cui si incontra il proprio limite ricercando uno stato equanime Pratiche integrali in posizioni statiche (āsana) e in concatenazioni dinamiche (vinyāsa-krama), anche con attrezzi. Pratiche respiratorie (prāṇāyāma) con sigilli e legature (mudrā e bandha).
  • Gli aspetti relazionali e le discipline interiori (yama e niyama): promuovere e affinare la consapevolezza per migliorare il rapporto con se stessi, anche con tutto il corpo che abbiamo, e con gli altri per portarci verso uno stato di equanimità e tranquillità interiore; pulizia fisica cellulare e mentale Dialoghi e letture. Pratiche fisiche (āsana e vinyāsa-krama), respiratorie (prāṇāyāma) e meditative (dhyāna) per riconoscere e affrontare gli schemi e i vizi posturali, mentali, respiratori, nella relazione stretta che li collega tra loro e a ciò in cui ci identifichiamo.
  • Individuare con chiarezza gli obbiettivi della pratica, le parole giuste per formularli interiormente e realizzarli, tanto al termine di ogni allenamento, quanto nella vita quotidiana Esercizi e riflessioni sul linguaggio per andare dritti al nodo della questione.

Galleria fotografica: esempi di pratica yoga

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Ulteriori documentazioni fotografiche, video e descrittive tratte da lezioni, seminari, workshop:

☞ Esempi di pratiche e argomenti trattati nel corso del 2017 e del 2018 .
☞ Video-documenti di pratiche yoga sul canale video RealHead.yoga


 

Aṣṭāṅga-yoga, le 8 parti dello yoga

  1. Yama [le discipline relazionali |astensioni | norme di comportamento].
  2. Niyama [le discipline interiori | prescrizioni | relazione specifica, approfondita verso di sé e che riguarda anche la pulizia del corpo e della mente].
  3. Āsana [la stasi | pratica delle posizioni].
  4. Prāṇāyāma [la regolazione cosciente del respiro | allungamento, estensione del prāṇa = energia vitale].
  5. Pratyāhāra [le discipline sensoriali | il rivolgimento | la mente si ritira dagli stimoli sensoriali richiamando i sensi percettivi sotto la sua guida].
  6. Dhāraṇā [il trattenimento | concentrazione della mente, il fissarla a un luogo = oggetto interiore o esteriore].
  7. Dhyāna [la visione inintenzionata | la meditazione | l’assorbimento ininterrotto della mente in un luogo = oggetto interiore o esteriore].
  8. Samādhi [il completo assorbimento della mente | stato di pura consapevolezza e libertà].


 

Posizioni e  Respirazione [Āsana e Prāṇāyāma]

Il metodo e la tipologia di pratica sono i medesimi delle lezioni di «Tecniche di liberazione», ma qui i principali argomenti trattati e le relative tecniche ed esercizi riguardano il 3° e il 4° aṅga (la 3° e la 4° parte) dello yoga: Āsana [la stasi | pratica delle posizioni] e Prāṇāyāma [la regolazione cosciente del respiro | allungamento, estensione del prāṇa = energia vitale].
(Elenco delle 8 parti dell’Aṣṭāṅga-yoga secondo Patañjali).

Si praticano sequenze dinamiche e posizioni, anche con attrezzi e supporti: corde, cassette, mattoni, sedie eccetera, per preparare sia āsana che prāṇāyāma e per consentire a ognuno, nella propria differenza e condizione psicofisica, di entrare nella posizione e di praticare gli esercizi. Nella pratica fisica la mente e il respiro hanno un ruolo essenziale nel mantenimento della posizione in condizioni di stabilità e agio. Lo sforzo che l’allenamento richiede è volto a cercare tale condizione, che è sostanzialmente di quiete, equilibrio, equanimità, ovvero un’esperienza di gioia nella quale si lascia la parola al corpo e alla sua intelligenza, e la mente diventa silenziosa e calma.

Sono comunque sedute di yoga integrale in cui il principale obiettivo è generare un movimento fisico-respiratorio riequilibrante e promuovere tranquillità mentale.

Le lezioni sono adatte sia a principianti che a praticanti più esperti.

Principali argomenti trattati:
  • la logica degli āsana (posture), delle sequenze concatenate (vinyāsa-krama) e delle varianti;
  • il ruolo dei bandha (legature) e delle mudrā (sigilli) nella pratica fisico-respiratoria;
  • ṣaṭ-kriyā metodi di purificazione;
  • i soffi vitali (vāyu);
  • gli effetti del prāṇāyāma sullo stato della mente;
  • le componenti del ciclo respiratorio e le loro caratteristiche;
  • gli elementi essenziali alla pratica del prāṇāyāma (deśa, kāla, sāṃkhya);
  • metodi e tecniche di respirazione.


 

Respirazione e Meditazione [Prāṇāyāma e Dhyāna]

Il metodo e la tipologia di pratica sono i medesimi delle lezioni di «Tecniche di liberazione», ma qui i principali argomenti trattati e le relative tecniche ed esercizi yoga riguardano Prāṇāyāma [la regolazione cosciente del respiro | allungamento, estensione del prāṇa = energia vitale] e Dhyāna [la visione inintenzionata | la meditazione | l’assorbimento ininterrotto della mente in un luogo = oggetto interiore o esteriore]. Il Prāṇāyāma è il 4° degli 8 aṅga (8 parti) che danno corpo alla disciplina yoga, Dhyāna è il 7° ma è un punto a cui si arriva procedendo con una propria gradualità in una pratica che abbraccia anche le discipline sensoriali per raggiungere uno stato di chiarezza della mente e di totale reintegrazione personale.
(Elenco delle 8 parti dell’Aṣṭāṅga-yoga secondo Patañjali).

Si praticano sequenze dinamiche e posizioni tenute con specifiche modalità respiratorie, finalizzate allo scioglimento e alla regolarizzazione del respiro e alle percezione delle parti del corpo prevalentemente coinvolte nelle diverse fasi respiratorie. Sono proposti esercizi per centrare la mente e integrare respiro e movimento del corpo, e pratiche di assorbimento mentale.  L’obiettivo delle lezioni abbraccia l’allentamento dello sforzo affinché ogni seduta di yoga sia realmente efficace e integrale: generare un movimento fisico-respiratorio riequilibrante e promuovere tranquillità mentale sono infatti ottimi presupposti per affrontare la pratica meditativa.

Le lezioni sono adatte sia a principianti che a praticanti più esperti.

Principali argomenti trattati:
  • il ruolo dei bandha (legature) e delle mudrā (sigilli) nella pratica fisico-respiratoria;
  • ṣaṭ-kriyā metodi di purificazione;
  • i soffi vitali (vāyu);
  • gli effetti del prāṇāyāma sullo stato della mente;
  • le componenti del ciclo respiratorio e le loro caratteristiche;
  • gli elementi essenziali alla pratica del prāṇāyāma (deśa, kāla, sāṃkhya);
  • metodi e tecniche di respirazione;
  • lo stato di yoga e il processo della meditazione;
  • meditazione e intelligenza relazionale;
  • la forma dinamica del cervello e la chiave dei cambiamenti;
  • la preparazione alla meditazione e l’individuazione degli ostacoli;
  • l’osservazione della propria mente;
  • lo stato di completo assorbimento mentale.


 

Metodologia

Lo sforzo dell’insegnamento è quello di accompagnare l’allievo a esplorare la disciplina nei suoi diversi aspetti e di illustrare strumenti e tecniche utilizzabili per sperimentare consapevolmente un modo diverso di essere.
Lo sforzo dell’apprendimento consiste nel lasciare affiorare quello che la pratica rivela e porta alla luce con maggior chiarezza.
Questi sforzi, insieme, promuovono una “pratica yoga sul campo”: una pratica condotta fuori dal tappetino e dentro la realtà  quotidiana, in cui si esercita lo yoga ogni giorno in ogni momento della propria vita.

L’approccio metodologico segue quello appreso da Marc Beuvain e per alcuni aspetti anche quello Pariṇāma messo a punto dal maestro Bruno Baleotti. Perciò la pratica può contemplare anche l’utilizzo di idonee attrezzature, quali corde e cinture, sedie, cassette di legno, pesi e altri strumenti per l’accomodamento e l’intensificazione.

La metodologia si basa su alcuni concetti chiave:

  • osservazione
  • logica
  • intuizione
  • creatività
  • varietà degli strumenti umani
  • diversità degli effetti
  • adattabilità

Su tali concetti viene sviluppata ogni seduta di yoga, sia nell’ambito del corso di gruppo che nelle lezioni individuali e nei workshop, affinché ciascun praticante possa trarre il massimo da ogni incontro in funzione del proprio stato di salute, dell’età e dei personali obiettivi di pratica.
È quindi una metodologia che consente di lavorare sul livello umano (la condizione psicofisica individuale) invece che sul livello del corso (base, intermedio, avanzato), e si sviluppa sull’idea che ogni individuo è unico. Questo comporta che il metodo d’insegnamento promuova, anche nelle lezioni di gruppo, l’autonomia del singolo rispetto all’adattamento corretto della pratica a seconda delle personali esigenze e della consapevolezza di sé.

L’integrazione del metodo Pariṇāma in quello proposto da Marc Beuvain risulta molto efficace sotto vari aspetti, non ultimo quello dell’opportunità di toccare il proprio limite (fisico respiratorio mentale) senza danneggiarsi. Il confine su cui ci si allena è di fondamentale importanza per sperimentare realmente e intimamente l’effetto di ogni obiettivo di pratica, sia esso di allentamento [laṇghana](rilascio, scioglimento di ogni tipo di tensione), o risveglio  [bṛṃhaṇa] (attenzione, sensibilità, lucidità mentale e attivazione della forza vitale).


Guida completa al corso

Contiene la descrizione competa del corso, la struttura e la metodologia d’insegnamento, la scheda dell’insegnante, gli orari e altro, compresa una guida in 5 punti per rendere la pratica davvero efficace.
Consulta o scarica la Guida in Pdf.

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