Stress Off – Le risposte dalla Scienza e dallo Yoga

L’ associazione “Spazio del Sé” organizza due incontri di approfondimento tematico dedicati allo Stress,: verrà analizzato come la Scienza e lo Yoga trattano questo stato che sempre di più affligge l’uomo contemporaneo. Continua a leggere “Stress Off – Le risposte dalla Scienza e dallo Yoga”

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Respirate in modo profondo e naturale

Un commento allo Yoga Sūtra definisce con un solo aggettivo la qualità più importante di un’āsana: naturale. Per ricavare il massimo beneficio dalla pratica di un’āsana, bisogna eseguirla in modo naturale, spontaneo; una volta assunta la posizione finale, dobbiamo trovarci pienamente a nostro agio. Solo quando siamo veramente comodi e rilassati in un’āsana possiamo respirare in modo naturale – ossia, calmo, profondo e libero. Solo quando respiriamo in questo modo nell’asana possiamo ricevere i benefici previsti negli antichi testi: il mantenimento, o il ripristino, del flusso ottimale di prāṇa, ovverosia, in termini più semplici, del funzionamento ottimale del nostro corpo e della nostra mente.

Se ci sforziamo nella pratica di un’āsana, lo stress e il disagio provati turberanno la nostra respirazione, con conseguente sviluppo di squilibri all’interno del nostro corpo e della nostra mente. Questa condizione è assolutamente contraria allo spirito che sta al di là della pratica dello yoga nel suo complesso. Una posizione corporea che disturba il respiro non è un’āsana. Non sacrificate mai la qualità della vostra respirazione per realizzare un’āsana, altrimenti non farete altro che vanificare lo scopo della sua stessa pratica.

 

tratto da:

A.G.Mohan e Indra Mohan, Terapia Yoga, Ed. Mediterranee, 2007

VIVEKA: la DISCRIMINAZIONE nelle parole del filosofo greco EPITTETO

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« le cose che esistono sono di due maniere: le une dipendono da noi, le altre no. Dipendono da noi: giudizio di valore, impulso ad agire, desiderio, avversione, e in una parola, tutti quelli che sono propriamente fatti nostri. Non dipendono da noi: il corpo, gli averi, le opinioni degli altri, le cariche pubbliche e, in una parola, tutti quelli che non sono propriamente fatti nostri.

Le cose poste in nostro potere sono di natura libere, non possono essere impedite né attraversate. Quelle altre sono deboli, schiave, sottoposte a ricevere impedimento, e per ultimo sono cose altrui.

 Ricordati dunque che, se credi che le cose che sono per natura in uno stato di schiavitù siano libere e che le cose che ti sono estranee siano tue, sarai ostacolato nell’agire, ti troverai in uno stato di tristezza e di inquietudine, e dolerti degli uomini e degli Dei. Se, al contrario, pensi che sia tuo solo ciò che è tuo, e che ciò che ti è estraneo – come in effetti è – ti sia estraneo, nessuno potrà più esercitare alcuna costrizione su di te, nessuno potrà più ostacolarti, non muoverai più rimproveri a nessuno, non accuserai più nessuno, non farai più nulla contro la tua volontà, nessuno ti danneggerà, non avrai più nemici, perché non subirai più alcun danno. »

liberamente tratto da Encheirìdion o Manuale di Epitteto nella traduzione di Giacomo Leopardi

https://books.google.it/books?id=X7tDAQAAMAAJ&hl=it&pg=PA213#v=onepage&q&f=false

 

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Perfeziono lo yoga con supporti e attrezzi: Sukha

sukha (sōōˑ·kh),

adj in Sanscrito significa “confortevole”; Nello yoga rappresenta una delle due qualità che deve possedere l’āsana. Infatti in Yoga Sūtra 2:46, Patañjali dice “la positura deve menare alla stabilità e all’agio”. Nel commento al testo, dopo aver enumerato alcune posizioni, Vyāsa aggiunge “…la positura dell’eguale equilibrio, la stabile e piacevole, vale a dire quella che uno  ritiene più conveniente eccetera”.

[le citazioni al testo sono tratte da Yogasūtra, Patañjali. Introduzione, traduzione e note di Corrado Pensa, Boringhieri, 1962]

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Perfeziono lo yoga. Introduzione alla filosofia.

Lo yoga secondo il saggio Patañjali è citta-vṛtti-nirodhaḥ, letteralmente “(lo yoga) quieta (nirodhaḥ) i vortici (vṛtti) della mente (citta)”. Ma cosa significa questa affermazione? cosa sono i vortici della mente? Un viaggio alla scoperta di questa misteriosa disciplina tra le rovine di Mohenjo-daro fino ai giorni nostri, accompagnati dai sūtra di Patañjali: un’introduzione alla filosofia dello yoga attraverso i testi e le testimonianze.

Sabato 22 aprile 2017 ore 10.00

@ Saṃgha Studio Yoga  Via Degani 10/H Reggio Emilia. Tel. 0522 1473337 [MAPPA]

Conduce la pratica

Riccardo Gallesi

Scarica la presentazione della lezione in formato Pdf

I 5 soffi (vāyu) maggiori del corpo

Ci sono dieci soffi vitali nel corpo, distinti in cinque soffi maggiori (pañca-vāyu o pañca-prāṇa) e cinque soffi minori (pañca-upavāyu o pañca-upaprāṇa).

  1. Il soffio ascendente (prāṇa-vāyu) è localizzato nel cuore e la sua funzione principale è quella di assicurare la longevità. Assolve questa funzione portando dentro il corpo l’aria pura dall’esterno allo scopo di stimolare il fuoco digestivo e di espellere le scorie.
  2. Il soffio discendente (apāna-vāyu) è localizzato nella zona al di sotto del mūlādhāra-cakra e dell’ano, e aiuta a espellere le feci e l’urina, rendendo perciò il corpo agile attivo.
  3.  Il soffio pervasivo (vyāna-vāyu) pervade tutte le parti del corpo e regola il funzionamento dei muscoli, del midollo, dei tendini e di altri tessuti. Esso permette la circolazione del sangue attraverso i vasi sanguigni.
  4. Il soffio verticale (udāna-vāyu) è localizzato nell’aria della gola(kaṇṭha-sthāna), e dona una salute eccellente rimuovendo la flemma e le secrezioni simili. Migliora anche il funzionamento delle corde vocali.
  5. Il soffio mediano (samāna-vāyu) è localizzato nell’area dell’ombelico, che è il centro del corpo. Esso aiuta la digestione del cibo che viene consumato, portandolo al fuoco digestivo (jaṭharāgni).

Queste cinque forze, conosciute anche come cinque prāṇa, sono relative al corpo grossolano. Praticando le differenti posizioni e i prāṇāyāma così come raccomandati delle scritture, il soffio ascendente penetra nel viso, nel naso, nel cuore, nell’ombelico, nei piedi, nelle dita dei piedi e delle mani, e li purifica. Allo stesso modo, il soffio discendente penetra nel retto, negli organi genitali, nelle cosce, nello stomaco e nelle anche e li purifica. Il soffio pervasivo penetra nelle orecchie, nel collo, negli occhi, nel cranio e nell’apertura di Brahmā (brahmarandra), e li purifica. Il soffio verticale penetra nelle articolazioni e nei punti di intersezione dei canali (nāḍī) e li purifica. Il soffio mediano penetra nell’area del fuoco digestivo permettendone il buon funzionamento, e dunque purificando tutta quell’area.

Tirumalai Krishnamacharya, Il Nettare dello Yoga, Ubaldini Editore, Roma 2014

Immagine tratta da http://www.purna-yoga.ru/en/practice-antahkarana.php

«Tibet. La terra degli dei pacifici e irati» [Rai Radio TRE. Uomini e Profeti]

di  Giacomella Orofino
Lezioni. Puntata 1 (di 4) – domenica 5 febbraio 2017

)))  ASCOLTA

Miti cosmogonici e storie di tribù nomadi e d’imperi nel cuore dell’Asia

[Fonte Portale di Rai Radio Tre]

Iniziamo oggi una serie di 4 puntate  dedicate al Tibet, un luogo che assume diverse connotazioni nell’immaginario occidentale e la cui identità politica e culturale è fonte di  un dibattito che si è trasformato in una  vera e propria guerra tra visioni fortemente contrastanti, alla luce delle vicende politiche, iniziate nella seconda metà del secolo scorso e che non sembrano destinata a placarsi.
Affronteremo la storia del Tibet, partendo  dalle fonti più antiche e dai resoconti mitici,  descriveremo  lo sviluppo della sua letteratura religiosa che rappresenta innegabilmente uno dei patrimoni più preziosi del continente asiatico e come vedremo, ha giocato un ruolo fondamentale nella preservazione del buddhismo in Asia. Proseguiremo poi affrontando alcuni temi specifici, di grande interesse oggigiorno come la filosofia e la pratica dello yoga, dei tantra, la mistica della luce e la letteratura  relativa alla morte. Continua a leggere “«Tibet. La terra degli dei pacifici e irati» [Rai Radio TRE. Uomini e Profeti]”