Vedere il limite sul quale ci si allena [Perfeziono lo yoga]

Dal seminario «Perfeziono lo yoga con supporti e attrezzi. Un incontro con il corpo, il respiro, gli stati della mente» con Riccardo Gallesi e Mariangela Guatteri

Riccardo Gallesi conduce una pratica vini come preparazione alla pratica yoga con supporti e attrezzi (from RealHead on Vimeo).

Bhujangãsana, preparazione alle corde (click sulle immagini per ingrandirle):

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Perfeziono lo yoga

con supporti e attrezzi

Mariangela Guatteri deve a Rosanna Mainini la propria basilare esperienza di pratica haṭhayoga nella variante Parinama – sviluppata da Bruno Baleotti –, un’esperienza successivamente coniugata con il diverso approccio allo yoga di Marc Beuvain.

Così, nelle pratiche condotte da Mariangela Guatteri e Riccardo Gallesi un accento particolare è posto sull’utilizzo del prāṇāyāma affinché un respiro consapevole diventi il principale veicolo del movimento del corpo e dello sforzo, e il luogo in cui la mente si situa e si calma. Allora è possibile vedere il limite sul quale ci si allena.

Un incontro con il corpo, il respiro, gli stati della mente.

Sabato 6 maggio 2017 ore 10.00

@ Saṃgha Studio Yoga Via Degani 10/H Reggio Emilia. Tel. 0522 1473337 [ MAPPA ]

Conducono la pratica

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Una pratica specifica per familiarizzare con supporti e attrezzi quali mattoni, corde, tondini, sedie, cinture. Svolta prevalentemente con esercitazioni in coppia o a piccoli gruppi, favorisce un atteggiamento più attento, responsabile e consapevole rispetto al proprio corpo e alla pratica dello yoga.
L’impiego corretto di alcuni semplici strumenti è funzionale all’accomodamento di āsana che per alcune persone risultano quasi impossibili o dolorosi e creano una naturale avversione: una sorta di barriera che contrasta i benefici di un pratica yoga adatta al proprio stato di salute.
L’esperienza con attrezzi è utile anche per chi sente il bisogno di intensificare il lavoro muscolare respiratorio e mentale, e per chi vuole migliorare la propria capacità di attenzione e concentrazione prolungata sul respiro.
Il controllo della propria mente (dunque anche dei propri stati emotivi) è indispensabile tanto nella pratica del prāṇāyāma quanto nella meditazione ma soprattutto nella vita di tutti i giorni, soprattutto al di fuori dell’ora di yoga. Controllare la propria mente non significa costringerla dentro uno schema o forzarla a fare qualcosa, piuttosto vuol dire lasciar fare alla mente il proprio lavoro evitando che si agiti e si affolli con pensieri, preoccupazioni, paure, emozioni, aspettative, speranze e via dicendo.
Evitando, infine, uno squilibrio e uno scollamento tra quel che si sta facendo e quel che si sta pensando, l’incontro tra attrezzo e intelligenza del corpo può davvero condurre a un naturale riequilibrio psicofisico.

Scarica la presentazione in formato Pdf

 

Imparo a meditare: l’allenamento alla consapevolezza

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con Francesco Rossi*, Riccardo GallesiMariangela Guatteri

Che cosa significa meditare? Più di 2000 anni fa il saggio Patañjali finalizzò la pratica dello yoga a raggiungere la liberazione (Mokṣa) imparando a controllare i vortici della mente (Vṛtti)la meditazione è dunque lo strumento principe per superare l’illusione del mondo e raggiungere uno stato di equilibrio naturale e benessere psicofisico.

In questo incontro il dott. Francesco Rossi ci insegnerà alcune pratiche di meditazione in linea con le più recenti ricerche scientifiche finalizzate al raggiungimento di tale condizione. Il partecipante verrà accompagnato in un percorso di consapevolezza: a cosa serve, come impostare una pratica personalizzata, quali sono gli strumenti per la presenza mentale, come ridurre lo stress e lasciare andare  il passato. Continua a leggere “Imparo a meditare: l’allenamento alla consapevolezza”

Perfeziono lo yoga. Introduzione alla filosofia.

Lo yoga secondo il saggio Patañjali è citta-vṛtti-nirodhaḥ, letteralmente “(lo yoga) quieta (nirodhaḥ) i vortici (vṛtti) della mente (citta)”. Ma cosa significa questa affermazione? cosa sono i vortici della mente? Un viaggio alla scoperta di questa misteriosa disciplina tra le rovine di Mohenjo-daro fino ai giorni nostri, accompagnati dai sūtra di Patañjali: un’introduzione alla filosofia dello yoga attraverso i testi e le testimonianze.

Sabato 22 aprile 2017 ore 10.00

@ Saṃgha Studio Yoga  Via Degani 10/H Reggio Emilia. Tel. 0522 1473337 [MAPPA]

Conduce la pratica

Riccardo Gallesi

Scarica la presentazione della lezione in formato Pdf

Perfeziono lo yoga

con il respiro. prāṇāyāma

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Una pratica di reintegrazione per favorire il processo del cambiamento: mente centrata, tranquilla, lucida. Quando si è in tale stato si è liberi dalle proiezioni della mente che deformano e agitano la realtà e le cose sono percepite allora con maggior chiarezza, per quello che realmente sono, in una sorta di “ordine” implicito.

In questo incontro si sperimenterà il prāṇāyāma ovvero il confino del respiro: un respiro sorvegliato, analizzato nel suo andamento espiratorio e inspiratorio affinché, praticando la disciplina, diventi disteso e sottile.

Sabato 25 marzo 2017 ore 10.00

@ Saṃgha Studio Yoga  Via Degani 10/H Reggio Emilia. Tel. 0522 1473337 [MAPPA]

Conduce la pratica

Perfeziono lo yoga

con supporti e attrezzi

Sabato 25 febbraio 2017 ore 10.00

@ Saṃgha Studio Yoga Via Degani 10/H Reggio Emilia. Tel. 0522 1473337 [MAPPA]

Conducono la pratica

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Una pratica specifica per familiarizzare con supporti e attrezzi quali mattoni, corde, cassette, sedie, cinture… Svolta prevalentemente con esercitazioni in coppia o a piccoli gruppi, favorisce un atteggiamento più attento, responsabile e consapevole rispetto al proprio corpo e alla pratica dello yoga.
L’impiego corretto di alcuni semplici strumenti è funzionale all’accomodamento di āsana che per alcune persone risultano quasi impossibili o dolorosi e creano una naturale avversione: una sorta di barriera che contrasta i benefici di un pratica yoga adatta al proprio stato di salute.
L’esperienza con attrezzi è utile anche per chi sente il bisogno di intensificare il lavoro muscolare respiratorio e mentale.
In ogni caso, che si tratti di una pratica che ha un approccio terapeutico oppure di allenamento allo sforzo fisico respiratorio e mentale, l’incontro tra attrezzo e intelligenza del corpo deve sempre condurre verso un naturale equilibrio psicofisico.
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