Suggerimenti per la pratica: Vinyāsa classico

La lezione proposta è composta da 3 parti:

  1. Riscaldamento e attivazione addominale.
  2. Vinyāsa classico, Surya Namaskara A e B più un’ altro vinyāsa sulla falsa riga del saluto al sole.
  3. Prānāyāma e Pratyāhāra durante śavāsana. Continua a leggere “Suggerimenti per la pratica: Vinyāsa classico”
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Suggerimenti per la pratica: Urdhva Dhanurāsana

Urdvha Dhanurāsana è una posizione in arco che comporta grandi escursioni articolari di caviglia, anca, spalla, polso e ovviamente una libertà di estensione nella colonna vertebrale.

Se nelle articolazioni citate precedentemente esiste un blocco le altre dovranno sopperire a tale mancanza in una certa misura, ma il carico maggiore se lo assume la colonna vertebrale perdendo capacità di estensione, oltre alla rigidità intrinseca della singola articolazione (se ho la spalla rigida alleno la mobilità della spalla) esistite una rigidità di catena (es: quanto l’estensione dell’anca limita l’elevazione della spalla).

Quindi per la preparazione ad una posizione così complessa e così articolarmente interconnessa è necessario lavorare sia in modo mono articolare, ma anche lavora su una catena cinetica di due o più articolazioni collegandole con l’addominale per poter minimizzare l’azione spuria sulla colonna vertebrale.

L’azione respiratoria dell’Ujjayi prānāyāma è in grado di assolvere all’attivazione addominale ma serve una buona preparazione a questa tecnica e consapevolezza sul direzionamento dell’atto respiratorio.

🙏🏻 I miei maestri: Marco Barbieri, Bruno Baleotti e Marc Beuvain.

🙏🏻 I miei amici colleghi e allievi.

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Schema della lezione

Preparazione ad Urdvha Dhanurāsana

Suggerimenti per la pratica: Vinyāsa

La pratica del vinyāsa è stata sviluppata da Sri Tirumulai Krishnamacharia e prevede una sequenza di āsana concatenate (vinyāsa karma) gestite con ujjayi prānāyāma per la realizzazione. Continua a leggere “Suggerimenti per la pratica: Vinyāsa”

Yoga-props!

Sabato 4 maggio si pratica un’ora e trenta con Mariangela Guatteri, sperimentando le forme e le funzioni degli attrezzi, le possibilità di utilizzarli per adattare posizioni, movimenti e respirazione, e per centrarsi all’inizio della seduta di yoga.
Tipologie di pratica: osservazione del proprio respiro, vinyāsa-krama attrezzati e non, āsana attrezzati e non, meditazione attiva con l’ausilio di pratiche respiratorie.

L’arte di adattare la pratica alle specifiche esigenze con supporti e attrezzi

L’arte di adattare la pratica alle specifiche esigenze significa gradualizzarla per poter praticare sul proprio limite: né sotto, né sopra questo confine.

Una seduta di yoga svolta sotto il proprio limite reale non promuove la muscolatura della mente; svolta oltre il limite, agita la mente. In entrambi i casi si pratica fuori da ogni consapevolezza del proprio corpo, del respiro e delle attività e tensioni mentali che stanno ostacolando ciò che si sta facendo. A pensarci bene questo è un modo di praticare poco o per nulla efficace, a volte dannoso; forse è una perdita di tempo.

Continua a leggere “Yoga-props!”

Tecniche di liberazione

Mariangela Guatteri conduce una pratica di Yoga Integrale focalizzata sulla relazione corpo-mente, in una progressione di attività fisico-respiratorie – in movimento e poi nella stabilità dell’āsana – in cui il principale impegno richiesto riguarda la concentrazione della mente.

Libertà. Uno stato della mente, una sua qualità

Può un leader, spirituale o politico, promettere la libertà al termine di qualcosa? E la libertà prodotta dalla disciplina, dal conformismo, dall’accettazione, promessa da un ideale attraverso l’adesione a quell’ideale, può essere libertà? Oppure la libertà è uno stato della mente così intensamente attivo, così vigoroso, che scaglia via qualunque forma di dipendenza, schiavitù, conformismo e accettazione?

La mente vuole questa libertà? Questa libertà implica totale solitudine, uno stato della mente che non è dipendente da particolari stimoli, idee o esperienze. Questa libertà significa ovviamente solitudine, essere soli. […] solo in questa solitudine può esserci rapporto con un altro, perché non c’è frizione, non c’è predominio, non c’è dipendenza.

[J. Krishnamurti, estratto da Riflessioni sull’Io, Roma 2009]

Sabato 6 aprile Mariangela Guatteri conduce una pratica di Yoga Integrale focalizzata sulla relazione corpo-mente, in una progressione di attività fisico-respiratorie – in movimento e poi nella stabilità dell’āsana – in cui il principale impegno richiesto riguarda la concentrazione della mente.

Continua a leggere “Tecniche di liberazione”

Suggerimenti per la pratica: Salamba śirsāsana 1

Salamba śirsāsana 1, spesso nominata semplicemente śirsāsana, è tra le āsana più descritte nello yoga, addirittura B.K.S. Iyengar la reputa il padre (o il re) di tutte le āsana!

I punti focali su cui dare attenzione nella preparazione di śirasāsana sono: Continua a leggere “Suggerimenti per la pratica: Salamba śirsāsana 1”

La cognizione del respiro

Una pratica di yoga integrale per portare la mente a uno stato di calma.

II.2 Finché il respiro è continuo, la mente rimane instabile, quando (esso) si arresta, (la mente) diviene calma e lo Yoghi raggiunge l’immortalità assoluta.
Per questo si deve ritenere il respiro.

II.3 Vi è la vita finché il Vāyu è (operante) nel corpo, se il Vāyu cessa di operare è la morte.
Per questo si deve controllare la respirazione (al fine di minimizzare l’attività respiratoria).

 [Swātmārāma, Haṭhapradipīkā. La Chiara Lanterna dello Haṭha Yoga, edizioni Savitry, Torino, 1978]

Sabato mattina SI YOGA!
12 gennaio 2019ore 10
Studio Yoga Saṃgha

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