Un respiro di liberazione. Prāṇāyāma

Seguendo le istruzioni di un antico “manuale”, un classico dello Yoga, si pratica prāṇāyāma. L’obiettivo è calmare la mente, liberarla respirando. Ci si muove sino ad essere in grado di stabilirsi con agio in una posizione e di mantenerla; così la mente si assorbe nel respiro regolato.

Una pratica di connessione mente-corpo guidata dai sūtra di Patañjali

Il senso interno ovvero la mente si concentra sul respiro: le sue fasi, le qualità, il percorso dall’esterno all’interno. Esercitandosi, si impara a regolarlo, a portarlo in una specifica zona del corpo, a usarlo come strumento esteso e interno del senso del tatto. Continua a leggere “Un respiro di liberazione. Prāṇāyāma”

Prāṇāyāma

“La ragione d’essere dello Yoga è questa: acquisire forza mentale per liberare la coscienza. Ci sono diversi strumenti per promuovere questa liberazione, uno di questi è il prāṇāyāma: una pratica di disintossicazione fisica e mentale.” (Marc Beuvain)

Il ruolo del respiro consapevole nella pratica yoga e nella salute

In questo breve workshop di un’ora e trenta, ognuno – non importa se principiante, esperto o insegnante di yoga – potrà sperimentare i benefici della respirazione cosciente.

Col prāṇāyāma si può arrivare a  un grande silenzio della mente e perciò a uno stato emotivo tranquillo;  ci si ritrova in una condizione di particolare lucidità in un risveglio fisiologico che porta a sensazioni di grande leggerezza.

La pratica prevede la sperimentazione di alcune tecniche respiratorie, anche in associazione ai bandha, per un’azione disintossicante e per migliorare la qualità del sonno.

Gli esercizi respiratori saranno preparati con una pratica fisica di sequenze concatenate di posizioni e posture anche supportate da attrezzi.

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Lo sviluppo della forza

L’obiettivo specifico di questa pratica yoga riguarda lo sviluppo della propria energia vitale, l’unica forza che realmente ci esprime. Gli indiani la chiamano “prāṇa” e il respiro immediatamente la esprime.

Esiste una relazione diretta tra la nostra energia vitale – una forza primaria – e la respirazione; così come esiste una fondamentale relazione tra il respiro e la nostra attività mentale ed emotiva.

In una seduta di Yoga è possibile sperimentare immediatamente queste relazioni: una corretta pratica respiratoria stimola e regola il fluire della nostra vitalità, ammorbidisce e tonifica il corpo e promuove un’attitudine alla calma e alla concentrazione mentale. Tutto ciò esprime forza, ed è quella che ci serve.

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Meditare il corpo su una nota sola (un omaggio a Giacinto Scelsi)

Ambiente sonoro creato da Luciano Bosi (percussioni) + Elisa Cattani (voce).
Pratica yoga condotta da Mariangela Guatteri.
Tipologie di pratica: 2 ore e 30 di meditazione attiva con l’ausilio di pratiche respiratorie e vinyāsa-krama.

Sabato 15 giugno 2019 – ore 10

[…]
E musica percussiva
africana,
orientale.
Forse del Tibet
e molte altre
di strumenti isolati
o di voce
in molte lingue
delle quali afferro
qualche sillaba.
Ma subito interrotte
e sommerse da altre.
E mi sembra di capire
che gli armonici
di questo sole-suono
enorme
costituiscono queste musiche.
Forse tutte prodotte
da questo sole-suono-centrale.
Ora tutto si espande
sempre più
e nuovi armonici anche appaiono
e si susseguono.
E tutto è presente
benché queste musiche
certo
si siano susseguite nel tempo.
Ma qui sono presenti tutte
rimaste
e sovrapposte.
Che a me appaiono in confusione
ma che certo non lo sono.
[…]

Giacinto Scelsi, Il sogno 101. Quodlibet, 2017 Continua a leggere “Meditare il corpo su una nota sola (un omaggio a Giacinto Scelsi)”

Yoga-props!

Sabato 4 maggio si pratica un’ora e trenta con Mariangela Guatteri, sperimentando le forme e le funzioni degli attrezzi, le possibilità di utilizzarli per adattare posizioni, movimenti e respirazione, e per centrarsi all’inizio della seduta di yoga.
Tipologie di pratica: osservazione del proprio respiro, vinyāsa-krama attrezzati e non, āsana attrezzati e non, meditazione attiva con l’ausilio di pratiche respiratorie.

L’arte di adattare la pratica alle specifiche esigenze con supporti e attrezzi

L’arte di adattare la pratica alle specifiche esigenze significa gradualizzarla per poter praticare sul proprio limite: né sotto, né sopra questo confine.

Una seduta di yoga svolta sotto il proprio limite reale non promuove la muscolatura della mente; svolta oltre il limite, agita la mente. In entrambi i casi si pratica fuori da ogni consapevolezza del proprio corpo, del respiro e delle attività e tensioni mentali che stanno ostacolando ciò che si sta facendo. A pensarci bene questo è un modo di praticare poco o per nulla efficace, a volte dannoso; forse è una perdita di tempo.

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