Un respiro di liberazione. Prāṇāyāma

Seguendo le istruzioni di un antico “manuale”, un classico dello Yoga, si pratica prāṇāyāma. L’obiettivo è calmare la mente, liberarla respirando. Ci si muove sino ad essere in grado di stabilirsi con agio in una posizione e di mantenerla; così la mente si assorbe nel respiro regolato.

Una pratica di connessione mente-corpo guidata dai sūtra di Patañjali

Il senso interno ovvero la mente si concentra sul respiro: le sue fasi, le qualità, il percorso dall’esterno all’interno. Esercitandosi, si impara a regolarlo, a portarlo in una specifica zona del corpo, a usarlo come strumento esteso e interno del senso del tatto. Continua a leggere “Un respiro di liberazione. Prāṇāyāma”

Ma è Yoga o ginnastica?

Molto spesso sento dire frasi del tipo: Quello non è Yoga, è ginnastica! Soffermiamoci un momento su cosa significa appunto ginnastica.

La ginnastica è disciplina e insegna: la determinazione, la responsabilità, la voglia di migliorarsi e di spostare l’asticella del proprio limite un po’ più in là, questo non vi ricorda il TAPAS dello Yoga?

Nella ginnastica è importante lo studio delle tecniche, il confronto con gli altri l’atleti tutto finalizzato però ad un miglioramento dell’esercizio e quindi della pratica, questo non vi ricorda SVĀDHYĀYA?

Nella ginnastica hai un allenatore che attraverso la sua esperienza ti guida nella tua crescita all’interno della disciplina, non assomiglia ad ĪŚVARA PRANIDHĀNA?

La ginnastica serve per mantenere il corpo in salute, e non parlo solo dal punto di vista muscolo-articolare ma anche osseo, nervoso, cardiocircolatorio, dell’ apparato digerente, endocrino ecc… sappiamo che il mentale è molto legato al benessere fisico e da qui appunto l’importanza dello stato di salute e pulizia del corpo come poi afferma lo Yoga con ŚAUCA!

Il tipo di ginnastica è legato all’età del praticante:

  • Infanzia, prima età scolare: giochi/sport di squadra (calcio, pallavolo, rugby…) per imparare il contatto con il prossimo e la gestione della socialità…. non vi ricordano gli YAMA?
  • Età scolare: sport individuali (nuoto, tennis, arti marziali…) per imparare la responsabilità e la propria autogestione… ma questi non sono i NIYAMA?
  • Dopo i 25/30 anni ci si avvicina sempre di più a sport dove la competizione solitamente è più con se stessi (palestra, triathlon, bici, podismo, trekking…) sono attività in cui la mente ha un grande ruolo e va addomesticata, in cui serve ascolto, controllo e gestione delle energie arrivando addirittura ad essere discipline quasi meditative… mi sembra  di parlare di ĀSANA!

Mi si potrebbe obiettare che lo Yoga prima di tutto è respirazione,  PRĀNĀYĀMA! ma gli apneisti sono più bravi del 90% dei praticanti di Yoga nelle tecniche del Prānāyāma.

Nelle scuole la classica ora di ginnastica è stata sostituita dalla materia: Educazione Fisica;  si è capito che lo sport non ha solo valenza atletico/competitiva ma anche educativo/formativa ed è fondamentale per la crescita della persona, Patañjali dedica metà del secondo libro (2-28÷2-55) all’importanza di una educazione che parte dal corpo parlando degli stessi principi che lo sport comunica.

Ginnastica o Yoga, un caso pratico:

Questo è uno stacco da terra a gambe tese, un esercizio fondamentale della Pesistica e del Bodybuilding.

Questo è un esercizio di posturale utilizzato per imparare a trasferire le tensioni tra i baricentri in catena cinetica complessa.

Questa è una variante di Ardha Utthanāsana.

Quindi analizzando le foto possiamo dire che se abbiamo un bilanciere facciamo Bodybuilding, se abbiamo un elastico e un bastone facciamo della Posturale e se siamo a corpo libero Yoga?

Un’āsana utilizzata nella posturale per riequilibrare le tensioni durante una flesso estensione d’anca e utilizzabile come propedeutica ad un fondamentale della Pesistica.

Per gestire questa postura è necessario una particolare attenzione per non perdere le tensioni su addominale, fissatori delle scapole, ciò si realizza solo rispettando angoli precisi di caviglia anca e spalla se ciò non si realizza si avvertirà tensione sugli ischiocrurali o sui lombi; la CONCENTRAZIONE per mantenere il sistema in equilibrio con queste tensioni è elevatissima, la mente è assorbita completamente da ciò! Nello Yoga questa condizione si chiama DHĀRANĀ.

L’esercizio prevede una fase dinamica di flesso-estensione d’anca e deve avvenire rispettando angoli reciproci precisi tra caviglia anca e spalla, durante la fase di estensione d’anca (risalita) le tensioni si spostano rispettivamente da fissatori delle scapole all’addome e alla fine quando l’anca è completamente estesa al capo prossimale degli ischiocrurali; mantenere un elevato grado di concentrazione è la condizione iniziale poi lo spostamento di tensione equivale ad uno spostamento dell’attenzione, la mente non solo non divaga più ma addirittura la dirigiamo a nostro piacimento condotta dalle tensioni del corpo, nello Yoga questo prende il nome di DHYĀNA ovvero la meditazione.

La fisiologia insegna che il sistema muscolare è ad “Alta priorità” in altri termini quando lui si attiva gran parte del sistema nervoso è “occupato” dalla gestione di questo complesso ed enorme apparato, questo significa che non ci sono le risorse a livello del sistema nervoso per la percezione sensoriale, il risultato è che gli stimoli sensoriali esterni vengono azzerati e si entra in uno stato di isolamento, in termini yogici: PRATYĀHĀRA.

La ginnastica ha come fine il benessere psicofisico e un miglioramento della performance, le tecniche dello Yoga possono essere utili a questo scopo, ma è come possedere una Ferrari e usarla come una 500, sicuramente avremo dei benefici da ciò e male non ci fa: ci passano i mal di schiena, ci permettono di respirare meglio, ti avere una grande padronanza del corpo, poi se ciò si trasforma in una evoluzione personale, in una presa di coscienza di noi stessi e del mondo allora ecco che il percorso iniziato come una “semplice ginnastica” si trasforma in Yoga.

Scambiare il mezzo con il fine, questo è il problema! Lo Yoga è un viaggio personale e interiore, come accedere a questo stato è puramente soggettivo, difficile quindi valutare chi è nello Yoga oppure no, se l’azione è mossa dall’ego oppure no. Penso sia necessario più concentrarsi sul proprio cammino che sprecare energie tempo e risorse mentali su cose che ci portano fuori da noi e a dirla tutta, proprio nel momento in cui pronunciamo la frase con cui è iniziato l’articolo: Quello non è Yoga, è ginnastica! Non facciamo altro che alimentare pensieri centripeti stimolanti l’ego.

Io esorto tutti i miei allievi che praticano Yoga solo su un tappetino di uscire da lì! Di provare altre discipline, soprattutto sportive, per potersi conoscere meglio e trovare altre strade per la meditazione; quindi: correte, nuotate, scalate, andate in una sala pesi, giocate, danzate, passeggiate… scoprite per scoprirvi e soprattutto come dice il M. Bruno Baleotti: Stupitevi!

“È deprimente pensare che una disciplina millenaria come lo Yoga si esaurisca su un tappetino”

Cit. Marc Beuvain

Quando lo Sport incontra lo Yoga e viceversa

LEON:

  • MMA fighter professionista
  • Campione Italiano MMA
  • Praticante di YOGA

EMANUELLA

  • Insegnante Parināma YOGA
  • Arrampicata

NICOLA

  • Danzatore professionista
  • Insegnante di Danza
  • Praticante di YOGA

STEFANO

  • Basket
  • Arrampicata
  • Praticante di YOGA

VERONICA

  • Insegnante di YOGA metodo Narayana
  • Triathlon
  • Spartan race

MARCO

  • Personal Trainer
  • Bodybuilding
  • Funzionale
  • Fitness Model
  • Praticante di YOGA

GIACOMO

  • Insegnante di YOGA metodo Parināma
  • Pugilato

NAOMI

  • Insegnante Parināma YOGA
  • Arrampicata

ROSARIO

  • Personal Trainer
  • Pesistica
  • Spartan Race
  • Funzionale
  • Insegnate di YOGA

GIANLUCA

  • Ciclsmo
  • Praticante di YOGA

ALETA

  • Insegnate di YOGA metodo Parināma
  • Arrampicata

MATTEO

  • Personal Trainer
  • Calisthenic
  • Funzionale
  • Istruttore corsi musicali
  • Praticante di YOGA

DANIELE

  • Bodybuilding
  • Calcio
  • Calisthenic
  • Praticante di YOGA

LILIA

  • Nuoto
  • Bici
  • Podismo
  • Sci (fondo, discesa)
  • Trekking
  • Praticante di YOGA

Stress Off – Le risposte dalla Scienza e dallo Yoga

L’ associazione “Spazio del Sé” organizza due incontri di approfondimento tematico dedicati allo Stress,: verrà analizzato come la Scienza e lo Yoga trattano questo stato che sempre di più affligge l’uomo contemporaneo. Continua a leggere “Stress Off – Le risposte dalla Scienza e dallo Yoga”

Una pratica integrale dello yoga

Ascoltare. Un’esperienza più intima con se stessi

Agitazione e letargia mentale impediscono la connessione al proprio corpo. La sola pratica fisica spesso non è sufficiente ad attivare tale connessione: la mente spesso va altrove e il respiro non esce da una modalità automatica.

Questo è il primo di 3 articoli scritti nel corso di altrettanti incontri che avevano l’obiettivo di indagare la relazione tra il corpo, il processo respiratorio e le attività della mente, utilizzando una pratica integrale dello yoga. Il ciclo degli incontri, intitolato «Yoga, istruzioni per l’uso», Workshop: Il respiro, il corpo, la mente, è stato ideato e condotto dalla sottoscritta.

Moltissimo di quanto ho detto, fatto praticare e scritto qui, scaturisce dal mio incontro con Marc Beuvain e dal suo insegnamento. Anche dall’incontro con alcuni libri che ho sempre tentato di praticare.

Usi del respiro. Allenamento

Fermi in una posizione seduta.
Il movimento nasce all’interno del proprio corpo, respirando,  e coinvolge lo stesso corpo verso l’esterno. Il corpo si muove nello spazio esterno e il confine della pelle ha possibilità di spostarsi: nella fase dell’inspirazione c’è un’estensione, un movimento di espansione che spinge verso l’esterno ciò che percepiamo essere al nostro interno; nella fase espiratoria c’è un rilascio dell’estensione, un movimento che richiama all’interno.

Fermi con la mente, bloccando l’abitudine ad imporre, a quanto si ascolta del proprio corpo, un significato, un’interpretazione, un giudizio, un pregiudizio oppure il ricordo di un concetto acquisito, perché diversamente non c’è un reale ascolto, c’è solo un pensiero assordante.
Il respiro, e il corpo e in accordo con esso, si muove e si arresta dopo ogni inspiro e dopo ogni espiro. Lo si ascolta e ci si allena a condurre il soffio vitale laddove serve.

Il respiro può essere utilizzato come un polpastrello che scivola all’interno del corpo: accarezzandolo lo riconosce, lo scalda, lo rinfresca e lo nutre.
Ci si allena a veicolarlo, a mantenerlo all’interno e all’esterno, ottenendo progressivamente una durata equanime e la libertà di respirare.

Il respiro è indicativo dello stato psicofisico di una persona. Le tecniche del prāṇāyāma trasformano il processo respiratorio in uno strumento estremamente efficace per calmare o svegliare la mente. Allenarsi con tali tecniche significa anche prendere fiducia nelle proprie possibilità di riportarsi in uno stato di maggior equilibrio, forza e lucidità.

Gli Yogasūtra di Patañjali formano un vero e proprio manuale della cosiddetta Disciplina o Metodo, lo Yoga. È un manuale utile per riprendersi la propria forza, che è il nostro unico sostegno; una forza che esprime stabilità della mente, lucidità, chiarezza in se stessi, capacità di concentrazione, capacità di resa.
È una forza che ci consente di vedere e soprattutto vivere la realtà senza troppi condizionamenti e pregiudizi. Continua a leggere “Una pratica integrale dello yoga”

YOGA, ISTRUZIONI PER L’USO [2° ciclo di incontri]

Workshop: Il respiro, il corpo, la mente

Secondo ciclo di incontri ideati e condotti da Mariangela Guatteri sulla PRATICA INTEGRALE DELLO YOGA.

MARTEDÌ 7, 14 E 21 NOVEMBRE 2017 ORE 19.00
presso
l’Associazione Aura Blu — Via P. Ferretti, 8 Reggio Emilia


Tre incontri di 1 ora e mezza focalizzati sul rapporto mente-corpo-respiro: istruzioni per il corretto utilizzo del nostro armamentario psicofisico.

Negli Yogasūtra di Patañjali, uno dei principali testi di riferimento dello yoga, troviamo precise indicazioni sul corretto utilizzo del nostro armamentario psicofisico al fine di mantenerci in salute. In sostanza si tratta di cercare con pazienza e costanza un equilibrio nelle relazioni tra il corpo, il respiro, la mente. È un equilibrio che rende integri e in cui ci si sente più vivi e attenti, più lucidi.

Ogni incontro è introdotto dalla lettura e dal commento di alcuni sūtra e si sviluppa attraverso pratiche fisiche, respiratorie e meditative. Ci si aspetta che la pratica illumini le parole e viceversa, e ci sia una piccola spinta verso un’intuizione più chiara di sé.

Questo workshop è aperto a chi si affaccia per la prima volta alla Disciplina e a chi pratica già, da poco o da tanto, perché ognuno di noi ha comunque necessità di reintegrarsi.


INFO

Iscrizione AURA BLU — Tel. 331 833 2582
Dove AURA BLU, Via P. Ferretti, 8 (cortile interno), Reggio Emilia [MAPPA]
Costo € 50,00 [per i tre incontri]
Nota Non è possibile iscriversi a un singolo incontro. Numero minimo di partecipanti, 8; numero massimo, 12.


Scarica la presentazione in formato Pdf

YOGA, ISTRUZIONI PER L’USO

Workshop: Il respiro, il corpo, la mente

Primo ciclo di incontri ideati e condotti da Mariangela Guatteri sulla PRATICA INTEGRALE DELLO YOGA.

MERCOLEDÌ 4, 11 E 18 OTTOBRE 2017 ORE 20.15


Tre incontri di 1 ora focalizzati sul rapporto mente-corpo-respiro: istruzioni per il corretto utilizzo del nostro armamentario psicofisico.

Negli Yogasūtra di Patañjali, uno dei principali testi di riferimento dello yoga, troviamo precise indicazioni sul corretto utilizzo del nostro armamentario psicofisico al fine di mantenerci in salute. In sostanza si tratta di cercare con pazienza e costanza un equilibrio nelle relazioni tra il corpo, il respiro, la mente. È un equilibrio che rende integri e in cui ci si sente più vivi e attenti, più lucidi.

Ogni incontro è introdotto dalla lettura e dal commento di alcuni sūtra e si sviluppa attraverso pratiche fisiche, respiratorie e meditative. Ci si aspetta che la pratica illumini le parole e viceversa, e ci sia una piccola spinta verso un’intuizione più chiara di sé.

Questo workshop è aperto a chi si affaccia per la prima volta alla Disciplina e a chi pratica già, da poco o da tanto, perché ognuno di noi ha comunque necessità di reintegrarsi.


INFO

Iscrizione Studio Yoga Samgha Tel. 0522.1473337
Dove Studio Yoga Samgha, Via Degani, 10 Reggio Emilia [MAPPA]
Costo € 35,00 [per i tre incontri]
Nota Non è possibile iscriversi a un singolo incontro. Numero minimo di partecipanti, 10; numero massimo, 20.


Scarica la presentazione in formato Pdf

Respirate in modo profondo e naturale

Un commento allo Yoga Sūtra definisce con un solo aggettivo la qualità più importante di un’āsana: naturale. Per ricavare il massimo beneficio dalla pratica di un’āsana, bisogna eseguirla in modo naturale, spontaneo; una volta assunta la posizione finale, dobbiamo trovarci pienamente a nostro agio. Solo quando siamo veramente comodi e rilassati in un’āsana possiamo respirare in modo naturale – ossia, calmo, profondo e libero. Solo quando respiriamo in questo modo nell’asana possiamo ricevere i benefici previsti negli antichi testi: il mantenimento, o il ripristino, del flusso ottimale di prāṇa, ovverosia, in termini più semplici, del funzionamento ottimale del nostro corpo e della nostra mente.

Se ci sforziamo nella pratica di un’āsana, lo stress e il disagio provati turberanno la nostra respirazione, con conseguente sviluppo di squilibri all’interno del nostro corpo e della nostra mente. Questa condizione è assolutamente contraria allo spirito che sta al di là della pratica dello yoga nel suo complesso. Una posizione corporea che disturba il respiro non è un’āsana. Non sacrificate mai la qualità della vostra respirazione per realizzare un’āsana, altrimenti non farete altro che vanificare lo scopo della sua stessa pratica.

 

tratto da:

A.G.Mohan e Indra Mohan, Terapia Yoga, Ed. Mediterranee, 2007